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Edizioni AIAB, Anno IX, Numero 51, 24 Febbraio 2012 |
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Sommario
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| Mondo Bio |
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a cura di Laura Genga ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
1° marzo a Caulonia con l'Alleanza per la Locride e per la Calabria per reclamare lavoro, sviluppo e legalità Siamo ancora incazzati neri. Neri come il carbone Terreni agricoli demaniali, la mobilitazione del mondo agricolo induce il dibattito in sede politica "Registriamo con soddisfazione che, dopo la mobilitazione del 7 febbraio in piazza Montecitorio, alla quale hanno aderito quindici associazioni del mondo agricolo e ambientale, si allarga il fronte di quanti chiedono uno stop sull'alienazione dei terreni agricoli demaniali a favore della concessione in locazione delle terre pubbliche. Le istanze alla base della vasta mobilitazione sull'art.66 delle Liberalizzazioni – ha commentato Alessandro Triantafyllidis, presidente nazionale dell'AIAB - sono state, infatti, rilanciate da diversi media e sono state accolte anche in Senato, dove si sta lavorando per un emendamento che vada in direzione della locazione. Apprezzamenti per l'azione svolta sono arrivati anche dall'Osservatorio antimafia e dal mondo accademico". AIAB, ALPA, ARI, Campagna popolare per l'agricoltura contadina, Crocevia, Legambiente, Libera, Slow Food, Terra Nuova, Coop Agricola Nuova, Coop Carlo Pisacane, Società Agricola Coraggio, FederTrek, Associazione Michele Manciano, Equorete e Terra terra contestano la vendita dei terreni demaniali prevista dall'art. 66 del decreto Liberalizzazioni e dal Ddl di conversione del decreto, attualmente in discussione alla 10a commissione del Senato. Ma propongono anche una soluzione alternativa, più giusta, equa ed efficace: la concessione in locazione delle terre pubbliche. Il presidio dello scorso 7 febbraio, infatti, si è concluso con l'invio ai Senatori delle Commissioni 9a e 10a del Senato, nonché al ministro Catania, di una proposta di emendamento al citato art.66 per trasformare la prevista alienazione dei terreni demaniali in concessione in locazione. Dare i terreni in affitto avrebbe il duplice vantaggio di promuovere l'accesso alla terra e lo sviluppo di nuove imprese agricole, dando così una risposta alla drammatica crisi occupazionale, e di garantire allo Stato una rendita costante nel tempo. Al contrario, vendere le terre pubbliche in un paese come l'Italia - che negli ultimi 10 anni ha perso 300mila ettari di superficie agricola e un terzo delle aziende del settore - porterebbe a una concentrazione della terra nelle mani di poche grandi realtà, senza innescare quindi un processo virtuoso di sviluppo economico, e rischierebbe di favorire anche il riciclaggio da parte della criminalità organizzata, che avrebbe un'occasione unica di usare le proprie disponibilità di liquidità per accaparrarsi i nostri terreni. Visto il contenuto investimento di inizio attività, concedere i terreni demaniali in locazione permetterebbe, invece, di promuovere l'imprenditoria giovanile e l'ingresso di nuovi operatori nel settore, così come di garantire la sopravvivenza delle piccole realtà già esistenti nel settore. L'emendamento proposto dalla colaizione dei 15 ha tra i suoi punti principali la messa in valore, tramite contratti di affitto ad equo canone riservati a coltivatori diretti - con priorità a giovani singoli o associati ed ad iniziative di rilevanza sociale (agricoltura sociale) -, di tutte le superfici agricole oggi di proprietà pubblica e che ha riscosso l'interesse di alcuni Senatori. Dalla piazza al Palazzo. Non a caso la commissione Agricoltura del Senato ha approvato il Ddl con alcune osservazioni, tra le quali la richiesta di prevedere anche la locazione come strumento per favorire l'inserimento dei giovani imprenditori agricoli sui terreni demaniali. La mobilitazioni delle associazioni e delle organizzazioni del mondo agricolo, inoltre, ha avuto il merito di provocare un ampio dibattito sul tema delle alienazioni dei terreni demaniali. Basti pensare che sull'articolo 66 del Ddl 310 sono stati presentati in Senato oltre 30 emendamenti. Il più qualificante dei quali - il 66.4 - raccoglie in pieno le proposte del mondo agricolo e ambientalista. In particolare l'emendamento 66.4 prevede che i terreni agricoli o a vocazione agricola demaniali siano eclusivamente concessi in locazione, anziché alienati, il riditto di prelazione per i giorvani imprenditori agricoli e il vincolo permanente alla destinazione d'uso agricola dei terreni locati. L'esame del testo di legge è ancora alla commissione referente (Industria), ma la prossima settimana dovrebbe approdare in aula Senato. Nel Dl Ambiente anche norme sugli effluenti zootecnici Approvato lo scorso giovedì in Senato, il Dl Ambiente interviene su questioni ambientali molto concrete, come l'emergenza rifiuti in Campania, o gli shopper, da una parte infatti viene aumentato il tributo per il conferimento dei rifiuti in discarica, dall'altra viene finalmente resa operativa la messa al bando dei sacchetti di plastica sintetici. Ma ci sono anche norme che semplificano le procedure di autorizzazione per i piccoli impianti di compostaggio, che disciplinano la riqualificazione da rifiuti a sottoprodotti degli effluenti zootecnici riutilizzati in impianti di valorizzazione energetica nella stessa azienda di produzione, delle disposizioni che chiariscono che gli interventi di cosiddetta 'compensazione' destinati a territori che sopportano l'impatto di nuove infrastrutture devono avere carattere ambientale e non possono ridursi a regalie monetarie. Campania e Sardegna avviano bando per settore vitivinicolo Gli assessorati regionali all'Agricoltura della Campania e della Marche hanno emanato a inizio settimana il bando per i progetti della misura investimenti, nell'ambito del piano nazionale di sostegno al settore del vino, per la campagna vitivinicola 2011/2012. Gli agricoltori campani che intendono usufruire del sostegno devono presentare i relativi progetti ai CAA autorizzati entro il 30 marzo 2012. Gli agricoltori marchigiani, invece, devono presentare le domande ad Agea entro il 10 aprile 2012. La Lombardia a sostegno delle aziende agricole montane Dal 1 marzo fino al 15 maggio prossimo agricoltori, allevatori e viticoltori lombardi che operano in montagna potranno fare richiesta presso i caa per ottenere i contributi per la loro attivita' previsti da un nuovo bando del Piano di Sviluppo Rurale. Per l'assessore regionale all'Agricoltura, Giulio De Capitani, si tratta di "un vero e proprio contributo all'attivita' produttiva di montagna, funzionale a compensare gli agricoltori dei costi aggiuntivi che derivano dalle condizioni di svantaggio in cui operano e istituito per scongiurare il rischio di abbandono". Presentata indagine FIRAB-ISMEA sull’export del bio italiano nel mercato interno dell'UE alla più importante Fiera europea del biologico È stata presentata mercoledì mattina, al Biofach di Norimberga presso lo stand del MiPAAF, la recentissima indagine sull'export del biologico made in Italy nell'Unione Europea, realizzata dalla FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica) e dall'ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare ). Ricca di dati inediti, l'indagine stima che il valore delle vendite all’estero per la produzione bio italiana, nel 2010, abbia rappresentato il 45% del valore del mercato biologico nazionale. Svolta durante la primavera-estate 2011, la ricerca è stata realizzata tramite 100 interviste ad altrettante aziende che rappresentano le realtà più significative del settore, casi studio e focus group, che hanno fornito indicazioni preziose su quello che esportiamo, sui canali di vendita, sui principali Paesi di sbocco per i nostri prodotti e sulle prospettive per il futuro. “I dati dell'indagine – ha commentato Alba Pietromarchi, curatrice della ricerca per la FIRAB – confermano le nostre percezioni sulla domanda estera, ovvero che il mercato del bio italiano all'estero gode di buona salute e che il settore non sta risentendo della crisi, continuando a crescere anche grazie a prezzi pressoché stabili, posizionati su livelli medio-alti rispetto ai principali competitor. Con l’accesso a mercati emergenti - ha concluso Pietromarchi – si potrebbero aprire nuovi ed ulteriori spazi per le aziende italiane, affermando sempre di più il prodotto biologico italiano nel mondo”. Più nel dettaglio, analizzando la tipologia principale di prodotti esportati, è emerso che i prodotti bio più venduti all'estero sono quelli frutticoli e orticoli, che si aggiudicano ciascuno una quota di mercato del 12%, insieme a olio e vino, anch'essi entrambi attestati sul 12%; seguono il miele al 6%, la pasta e i prodotti da forno entrambi al 5%; il riso, la panetteria, le carni trasformate e i prodotti caseari ognuno al 3%; mentre altri cereali si accaparrano una quota di mercato del 6% e altri prodotti arrivano al18%. Per quanto riguarda i canali distributivi del campione intervistato, il 50% delle vendite avviene tramite dettaglio specializzato e GDO, il 35% tramite intermediari (importatori esteri), il 4% grazie alla ristorazione, il 3% attraverso coop e consorzi, il 3% delle vendite va all'industria di seconda trasformazione con sede all'estero e l'1% al'industria di prima trasformazione con sede all'estero, un altro 1% si realizza tramite vendita on-line e un 3% attraverso altri canali. I principali mercati di destinazione dei nostri prodotti biologici sono: la Germania, dove viene venduto il 42% dell'export bio italiano; la Francia, con il 14%; la Gran Bretagna a quota 8%, la Danimarca e la Svezia entrambe a quota 6% e la Svizzera al 2%. Ma anche gli USA, dove viene venduto il 2% dell'export bio italiano e il Giappone attestato sull'1%. Un altro 13% del mercato, infine, afferisce ad Altri Paesi dell'area Euro e un restante 6% finisce in Altri Paesi. La quota di prodotto venduto all'estero. Il 34% del campione intervistato vende all'estero fino al 30% del proprio prodotto, il 30% delle imprese vende oltre i confini nazionali dal 31 al 60% del proprio prodotto, mentre il 36% del campione vende all'estero oltre il 60% della propria produzione. E come ogni indagine di mercato che si rispetti, l'indagine sull'export del biologico italiano ha proposto una domanda sulla motivazione d'acquisto. Nella classifica dei criteri di selezione dei prodotti bio da parte degli acquirenti, si piazza al primo posto la qualità con il 43% delle preferenze, seguita dal made in Italy a quota 34%, e quindi dal prezzo al 6%, la notorietà della marca conta solo per il 3% del campione, mentre per il restante 3% i criteri determinanti sono altri. Europa La nuova PCP (Politica Comune della Pesca) deve essere maggiormente orientata verso un approccio eco-sistemico alla gestione della pesca
Più bio nelle mense e nei GPP per promuovere agricoltura sostenibile e abbattere l'impronta ecologica della ristorazione collettiva L'EFSA continua ad approvare le richieste dei colossi del biotech Conferenza europea sulla sovranità alimentare, 7 marzo a Bruxelles Conferenza europea di Nyelnei Europa (7 marzo) per presentare a Bruxelles la dichiarazione di Nyeleni Europa che si è svolta questa estata in Austria. Sarà l'occasione per presentare a tutte le Istituzioni Europee (Parlamento, Commissione, Consiglio, Consiglio delle Regioni) il movimento della sovranità alimentare europeo, le sue proposte e le sue pratiche. Sarà anche l'occasione per fare il punto su quanto è stato fatto negli ultimi mesi ed il futuro piano di azione. Mondo Accordo reciprocità Unione Europea-Stati Uniti Da segnalare, però, che esistono alcune differenze tra gli standard del biologico made in USA e quelli del bio made in EU. Ai sensi del regolamento biologico europeo, ad esempio, per curare gli animali infetti si possono usare gli antibiotici, mentre la legislazione statunitense permette di usarli solo per controllare le infezioni invasive batteriche. Secondo i termini dell'accordo di reciprocità USA-UE, comunque, gli agenti certificatori dovranno verificare gli antibiotici non siano stati usati. I prodotti commercializzati dovranno, inoltre, essere accompagnati da un certificato biologico di esportazione che indichi sia il luogo di produzione che l'ente certificante. Intersos e De Schutter lanciano l'allarme: si rischia nuova carestia nel Sahel F.A.M.E. per la sete di acqua! |
| Bioricercando |
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Il 2 marzo, a Roma, presso l’ex Hotel Bologna in Via Santa Chiara 4, si terrà un convegno promosso da FIRAB, CGIL TLC e Legambiente in tema di politiche agricole e di ricerca che traguardino una prospettiva di sostenibilità. Di seguito si sintetizzano alcuni passaggi del documento di riflessione che le tre organizzazioni hanno prodotto per l’occasione, consultabile in versione integrale al link in calce. Sostenibilità e Conoscenza, un binomio fino ad oggi marginalizzato, se non totalmente ignorato, nello sviluppo dei sistemi agricoli industriali, caratterizzati da un elevato impatto ambientale ed input energetico, alimentato e rafforzato dalle scelte della politica comunitaria che hanno progressivamente liquidato i modelli “tradizionali” come improduttivi, e solo oggi, invece recuperati come fonti di conoscenza per pratiche agricole sostenibili, a basso impatto ambientale e basso input energetico, sui quali innestare processi d’innovazione appropriati e coerenti. Riformulare questa visione distorta, che ha determinato, tra le altre cose, un pericoloso processo di contrazione della base genetica delle specie agrarie, rappresenta oggi l’esigenza da cui partire se si vuole realmente recuperare un rapporto duraturo tra l’uomo e l’ambiente. Numerosi studi internazionali dimostrano chiaramente come le imprese agricole che adottano sistemi a basso impatto ambientale, a basso input energetico e, particolare non secondario, ad elevata intensità di lavoro, come l’agricoltura biologica, nonostante risultino frequentemente più competitive, non godono di adeguato sostegno politico e scientifico. Di conseguenza, quote significative delle risorse investite in ambito scientifico vanno a sostegno di un modello a carattere industriale che dimostra con assoluta evidenza, oltre al disastroso impatto ambientale, di non essere affatto competitivo e remunerativo per l’impresa agricola. Da qui nasce quindi l’esigenza di definire, in primo luogo per la ricerca pubblica, un nuovo modello di conoscenza e innovazione per l’agricoltura e di conseguenza un nuovo sistema capace di sostenere una concreta realtà economica sostenibile rispetto alle non più rinviabili esigenze di un uso rinnovabile delle risorse ambientali. La ricerca e i sistemi di conoscenza possono costituire, quindi, i motori del cambiamento in agricoltura e nelle aree rurali, ma ciò che appare sempre più necessario è l’adozione di un approccio olistico, dove gli utili specialismi si misurino con la complessità di un sistema che coinvolge una molteplicità di attori economici nella filiera e che ha forti connessioni con i fattori esterni che condizionano l’ambiente e lo sviluppo sociale ed economico nelle aree rurali ed urbane. Prioritario sarà a questo proposito assumere il valore dell’integrazione orizzontale come principio guida per costruire reti scientifiche di dimensione internazionale, come di livello territoriale per un concreto approccio alle tematiche strategiche (dalla biodiversità, ai cambiamenti climatici, alla salute e uso dei suoli) e per integrare, secondo un approccio partecipativo, soggetti scientifici e portatori d’interesse, specialisti e non addetti ai lavori, anche per favorire il necessario processo di democratizzazione della ricerca scientifica. Per questa ragione, la definizione in sede PAC di determinati obiettivi di sostenibilità non può prescindere dalla ridefinizione di un sistema di ricerca in agricoltura in grado di rispondere a tali obiettivi innovativi e sostenere concretamente uno sviluppo originale e adeguato alle peculiarità di un territorio estremamente eterogeneo. Leggi il documento integrale di CGIL FIRAB e Legambiente |
| Agricoltura Sociale News |
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a cura di Giulia Colucci (
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) Monza, 24 febbraio, convegno sull’ortoterapia Si svolgerà venerdì 24 febbraio a Monza, al Teatrino della Villa Reale, il convegno “Ortoterapia: Gestione e sviluppo di attività riabilitative nel verde” rivolto a tutti coloro che lavorano nel sociale e a chi è interessato ad utilizzare l’ortoterapia, per realizzare progetti di riabilitazione del disagio e della disabilità. Professionisti sanitari, medici, psichiatri, psicologi, terapisti occupazionali, agronomi e operatori del settore che applicano e sviluppano da anni la disciplina, illustreranno la stesura di un progetto riabilitativo, le tipologie di utenza e i target a cui si rivolge e come gestire il rapporto con l’equipe inviante e i servizi del territorio. |
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Appuntamenti Fine Febbraio tra Emilia Romagna e Molise Venerdì 24 febbraio a Bologna si terrà un incontro con i gruppi d'acquisto della provincia, dalle ore 10:00 in poi, presso Aiab ER in piazza Dei Martiri 1. L'incontro è a cura di Aiab Emilia Romagna e per informazioni scrivere ad Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure chiamare allo 051-6486694. Sabato 25 febbraio a Campobasso, si terrà un incontro con i g.a.s., dalle 16:00 in poi, presso la Caffetteria Equo-Solidale Morelia in vias Monsignor Bologna 15D. L'evento è a cura di Aiab Molise e per altre informazioni scrivere ad Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. L’incontro è rivolto ai GAS in formazione a Campobasso ed ai consumatori. I temi trattati saranno i seguenti: il biologico quali garanzie per i consumatori; l’agricoltura biologica e l’ambiente; diritto alla salute ed all’alimentazione di qualità per tutti; esperienze di produttori biologici molisani. Seguirà degustazione di prodotti biologici. Il Bio sotto casa” è un programma triennale (2009-2012) promosso dall’Unione europea e dall'Italia realizzato dal raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Aiab (capofila), Amab e Coldiretti con l’obiettivo di incrementare la conoscenza e la promozione delle produzioni biologiche, attraverso molteplici ed articolate attività di carattere informativo e promozionale, da svilupparsi in Italia, Francia e Germania. La strategia complessiva del programma punta al rafforzamento del rapporto diretto tra produttore e consumatore. Si ritiene infatti che i valori e la qualità del biologico abbiano bisogno di vie di comunicazione dirette e poco mediate: così come la filiera del consumo dovrebbe essere la più corta possibile, anche quella della comunicazione dovrebbe essere altrettanto breve e diretta. Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre - A Gallese incontro con i produttori del territorio il 27 febbraio Prosegue l’attività del Bio-Distretto laziale della Via Amerina e delle Forre, ad oggi questi i comuni che hanno aderito al progetto: Calcata, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabbrica di Roma, Faleria, Gallese, Nepi. L’intensa attività di programmazione delle attività del 2012, nella quale sono impegnate tutte le amministrazioni comunali aderenti, è coadiuvata dagli incontri territoriali con gli attori del comprensorio. Il prossimo lunedì 27 maggio è previsto a Gallese un forum pubblico dal titolo “Quali potenzialità per l’agricoltura biologica nel comprensorio della via Amerina e delle Forre: il progetto Bio-Distretto”. Durante l’incontro si parlerà di assistenza tecnica alle aziende, azioni per la promozione dei prodotti locali, ristorazione collettiva, promozione del territorio e multifunzionalità delle aziende agricole. L’iniziativa è rivolta a tutti a tutti gli agricoltori presenti nell’area che hanno interesse a conoscere e ad aderire al progetto Bio-Distretto. Per maggiori informazioni inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Programma dell'iniziativa:
Festival delle Terre 2012 - IX Premio Internazionale Audiovisivo della Biodiversità Per iscriverei un film al concorso, compilare il form di registrazione
Caterina Santori parteciapa al convegno sull'agricoltura biologica de La Buona Terra il 3 marzo
Marzuolo 2012: giornata nazionale di scambiodei semi Grecia 21-23 aprile, Giornate internazionali delle sementi Trento 4-5 giugno, Convegno annuale dell'Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata Fiere e Mostre
Corsi e Formazione
Piano Offerta Formativa 2012: al via il primo corso di formazione
Arvalia Bioristoro propone un corso di cucina dal 24 febbraio
Nel Bio-Distretto Cilento, a Vallo della Lucania (Sa), dal 2 al 4 marzo si parlerà di ristorazione biologica 2-3 marzo cordo di formazione di 12 ore (il 2 marzo dalle 9.30 alle 17.30 ed il 3 marzo dalle 10 alle 14) dedicato ai decision makers, che gestiscono le gare di appalto o acquistano servizi di ristorazione, agli amministratori pubblici, agli istituti scolastici, agli operatori del settore (cuochi, dietisti, responsabili acquisti, ecc.), affinché valorizzino i prodotti biologici nell’ambito dell’offerta del servizio di ristorazione. Saranno coinvolti anche gli operatori agricoli del Bio-Distretto Cilento e le associazioni di categoria, per sensibilizzarli alla fornitura di prodotti biologici alle mense del territorio. 4 marzo workshop dalle 9.30 alle 13.30, promosso al fine di consolidare il messaggio BIO e rendere maggiormente consapevoli i decision makers, i responsabili acquisti, gli operatori agricoli, gli chef e i dietisti circa le problematiche relative al sistema agroalimentare attuale ed alle sue interrelazioni con l’ambiente. La “sostenibilità del pasto” rappresenta oggi la nuova sfida della ristorazione collettiva, in cui il modello biologico svolge sempre di più un ruolo chiave, in relazione anche al sistema logistico distributivo adottato. Dalla filiera corta alla ristorazione biologica in cui valorizzare in primis le risorse locali il passo è breve. I profondi cambiamenti che stanno investendo anche il nostro settore richiedono una sempre maggiore attenzione al territorio e all’avvio di dinamiche di interazione tra tutti gli attori chiave ed in particolare agricoltori, consumatori, decisori politici ed operatori della ristorazione. Al riguardo l’esperienza da assumere a modello è sicuramente quella dei Bio-Distretti, in cui la promozione dei prodotti biologici si coniuga indissolubilmente con la promozione del territorio, e delle sue peculiarità, al fine di agevolarne un pieno sviluppo economico, sociale e culturale. In questo contesto decisivi risultano gli acquisti verdi da parte della pubblica amministrazione e la creazione di piattaforme logistiche locali dedicate alla filiera corta ed alla ristorazione bio. Negli ultimi anni molte iniziative dedicate al modello di ristorazione biologica sono state realizzate in Italia e Francia grazie al programma “IL BIO SOtto Casa”, promosso nell’ambito dei Regolamenti (CE) n. 3/2008 e n. 501/2008 dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese appositamente costituito tra AIAB (capofila), AMAB e Coldiretti. Si tratta innanzitutto di momenti di dialogo che hanno la funzione di agevolare lo scambio di idee ed informazioni sulla maggiore sostenibilità ambientale dei prodotti biologici, anche in relazione al sistema logistico distributivo adottato ed al modello di consumo responsabile nelle mense biologiche. La partecipazione al corso ed al workshop è a titolo gratuito, ma è necessario iscriversi inviando un’e-mail ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) oppure un fax allo 081 7612734. Per informazioni: n. verde 0080022122009 Convegno di chiusura del Progetto del CRA “ALAPAS- Avicoli a lento accrescimento e proteine alternative alla soia”, Roma 6 marzo L’esercizio del gusto a Roma, sei incontri a Luce44 dedicati al vino, alla degustazione e all’abbinamento con il cibo
Biodegustando: alla CAE di Roma terza edizione per il corso di degustazione dei vini biologici Cerreto Guidi (Fi) 24-25 febbraio, corso di alta formazione in viti-vinicoltura biodinamica moderna Nella cornice della Villa medicea di Cerreto Guidi – Firenze, l’associazione viticoltura biodinamica organizza, dal 24 al 25 febbraio prossimo, un corso di viti-vinicoltura biodinamica moderna con degustazione didattica. Intitolato Energia e materia nell’agricoltura del 21° secolo, il corso è condotto da dr. Leonello Anello, Agronomo, con il patrocinio del Comune di Cerreto Guidi, ed è realizzato in collaborazione con Isab Consulting srl, Sezione di Scienze Agricole Biodinamiche, Viticolturabiodinamica.it Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Corso base di apicoltura, dal 24 marzo al 19 maggio, az. agricola biodinamica Mauro Iob Piccolo cuoco
Concorso fotografico Metti a Fuoco – immagini di luoghi, persone e tradizioni della nostra campagna Corso di e-learining sulla PAC
Postdottorato – Posizione per piccolo produttore di sementi (cereali) in progetto di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Vegetali, Università della California, Davis, USA Il Dipartimento di Scienze Vegetali dell’Università della California di Davis cerca un piccolo produttore di grani da inserire nel Programma di produzione di sementi di cereali. Il candidato selezionato dovrà dedicare circa il 40% del suo tempo al grano, altrettanto all’orzo e il 20% all’avena. Il candidato selezionato, inoltre, dovrà interagire con i coltivatori e le industrie per promuovere le sementi sviluppate. Il candidato, inoltre, deve avere esperienze pregresse nella ricerca del settore e in genetica. La posizione è richiesta inizialmente per un anno, ma ci sono possibilità di allungare la collaborazione fino a cinque anni. Per informazioni e per inviare la propria candidatura scrivere e mandare il proprio curriculum a inviare una e-mail e curriculuma Jorge Dubcovsky: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Reims (Francia) 24-27 giugno 2012, XII Meeting del Working Group sul Biocontrollo degli agenti patogeni delle piante
Con il nuovo progetto SUSVIT, AIAB ripropone da novembre 2011 a tutto il 2012 una serie di visite di studio sulla viticoltura ed enologia biologica. Negli scorsi anni le cantine e vigneti di Spagna, Francia e Germania hanno accolto i visitatori di AIAB, mentre sono in programmazione visite (3-4 giorni) a realtà significative del biologico italiano, francese, spagnolo, svizzero e sloveno. |
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