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La Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (FIRAB) conduce una ricerca sulla valutazione dell'impatto, ambientale, economico ed occupazionale, nonché sull'accettabilità di due nuove pratiche di stabilizzazione, sia tartarica che proteica, testate nel progetto Stabiwine tramite l'impiego di biopolimeri, cioè sostanze di origine naturale.

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Il bio italiano mantiene la leadership

A 20 anni della pubblicazione del regolamento europeo sul biologico, festeggiati dall’Aiab il 22 luglio scorso alla Città dell'Altra Economia di Roma, si conferma la leadership dell’Italia per numero di operatori, ben 47.663, il secondo posto assoluto per superfici, oltre un milione di ettari, ed il primo posto anche in termini di produzioni e di varietà di prodotti (dati SINAB). Anche dal punto di vista degli acquisti, secondo quanto emerge dal Panel famiglie Ismea/Nielsen, il 2010 ha visto segnare l’incremento della spesa domestica in prodotti biologici a fronte di un trend lievemente negativo dei consumi alimentari nel complesso.
Il settore bio sembra reagire meglio alla crisi rispetto a quello non-bio, forse anche grazie ad una crescente consapevolezza delle problematiche ambientali e del bisogno di una nutrizione maggiormente salutare da parte dei consumatori.
Una tendenza che viene confermata anche nell’ultima analisi pubblicata dall’Ismea relativamente al mercato dei prodotti biologici: a maggio (ultimo dato disponibile), pur evidenziando una flessione congiunturale,  le quotazioni all’origine dei prodotti biologici hanno registrato una crescita a livello tendenziale. In particolare sono stati alcuni prodotti frutticoli a trainare la crescita, come i limoni e le arance, che hanno beneficiato di richieste in crescita nei mercati siciliani e calabresi nel mese di maggio 2011 rispetto allo stesso mese del 2010.

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